Sei qui: Home

Viaggio in Sicilia con Libera

PDF  

VIAGGIO IN SICILIA CON LIBERA

Nella settimana dal 25 febbraio al 1 marzo noi, ragazzi delle classi 4°S e 4°T, abbiamo fatto un viaggio d’istruzione in Sicilia un po’ diverso dal solito. Diverso in modo positivo, perché abbiamo imparato cose nuove, ci siamo divertiti, ma soprattutto abbiamo cambiato il modo di vedere molte cose. Fra i luoghi visitati riguardanti la mafia ci hanno colpito molto Capaci, dove un pezzo di autostrada è stato distrutto per uccidere Falcone, la moglie e gli agenti della scorta, e Via D’Amelio, dove sono stati uccisi Borsellino e i poliziotti che hanno sacrificato la loro vita per tentare di proteggerlo. Ci ha colpito molto anche il fatto che la mamma di Borsellino abbia voluto piantare sul luogo della tragedia un albero,  per ricordare, ma soprattutto come segno di vita e speranza. Abbiamo anche visitato Portella Della Ginestra, luogo in cui è stata commessa la prima strage per mano mafiosa del dopoguerra, nella quale vennero uccise undici persone, tra cui anche donne e bambini.  Ciò ci ha fatto riflettere sul fatto che la mafia può colpire chiunque ed in qualunque luogo e  che non bisogna chiudere gli occhi sulla sua esistenza, ma denunciarla e combatterla. Peraltro su Portella  non è ancora stato tolto il segreto di Stato; a causa di ciò i parenti delle vittime non hanno ancora potuto conoscere la verità e quindi avere giustizia.

Un altro luogo per noi significativo è stata la Riserva Dello Zingaro, bellissima dal punto di vista naturalistico, in cui avrebbe dovuto passare un’autostrada se la popolazione locale non avesse marciato per impedirlo.

Abbiamo conosciuto persone che con determinazione e coraggio combattono ogni giorno contro la povertà morale, culturale ed economica a cui la mafia condanna  parte della popolazione e che attraverso piccoli gesti quotidiani diffondono uno spirito di cambiamento.                                           

Non dimenticheremo Gregorio, l’ex vice parroco di don Puglisi, né l’educatrice Valentina del Brancaccio, che con la sua tenacia e forza di volontà, riesce ogni giorno a contribuire al cambiamento del suo quartiere partendo dai più piccoli, riuscendo  a cambiare piano piano i loro atteggiamenti e ottenendo piccoli traguardi come un “grazie” o un “per favore”. Non dimenticheremo la nipote di Peppino Impastato, che ogni giorno racconta ai ragazzi delle scuole la lotta alla mafia combattuta dallo zio e anche dalla nonna, che le hanno trasmesso quei valori di uguaglianza e libertà che ancora oggi diffonde attraverso la sua associazione, nonostante l’indifferenza di gran parte dei suoi concittadini.

Non dimenticheremo gli imprenditori che non pagano il pizzo , i ragazzi della cooperativa “Molti volti” che ogni giorno lavorano per l’integrazione e la dignità umana, e i giovani organizzati in cooperative per cui il lavoro sulle terre confiscate alla mafia non è più un favore, ma un diritto. Abbiamo imparato che solo insieme agli altri si possono raggiungere i propri obiettivi.

Abbiamo potuto anche conoscere il modo di vivere e la cultura siciliana, segnata da secoli di integrazione di popoli diversi ed ammirarne i monumenti. Meravigliose la cappella Palatina e il duomo di Monreale, in cui convivono mirabilmente arte araba, bizantina e normanna.

Infine volevamo ringraziare i nostri professori che ci hanno offerto questa grande opportunità di acquisire  consapevolezza e desiderio di non accettare l’ingiustizia. Volevamo ringraziare anche Libera e le nostre guide che ci hanno accompagnato con passione e professionalità in questo grande viaggio che non dimenticheremo facilmente.

 






  Valid XHTML 1.0 Strict   CSS Valido!