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Ascoltarsi “dentro”

Scritto da Patrizia Canavesi    Martedì 09 Aprile 2013 14:27

Ascoltarsi “dentro”, un incontro nel Carcere di Bollate con i detenuti del Gruppo della Trasgressione 

E’ stato un momento forte per gli studenti di due delle nostre classi 5°. Cosima Buccoliero, vice direttrice del Carcere, ci ha guidati nella visita alla struttura e mostrato gli spazi di lavoro per i detenuti: call center, falegnameria, teatro, serra di giardinaggio… tante attività con un unico obiettivo: il recupero dalla devianza. 

Poi, l’incontro tanto atteso con i detenuti: una ventina di persone guidate dallo psicologo dott. Aparo che si ritrovano ogni settimana a “far lavorare” il cervello. E’ apparso subito chiaro che in carcere c’è qualcuno che sta facendo i conti con i propri errori e i propri fallimenti e che prova a comprenderne le motivazioni profonde. Fra queste, alcune sono emerse più spesso di altre, alcune che forse non riguardano solo chi passa parte della propria vita in carcere:

  • la rabbia e il rancore, che avevano reso Antonio Tango cieco di fronte ai propri errori, lo avevano anche convinto che quello che faceva fosse giusto e sacrosanto e fosse l’unico modo per sentirsi vivo e rispettato;
  • la mancanza di una guida o la scelta di “Modelli ed Eroi” sbagliati. Facile lasciarsi affascinare dalla promessa del guadagno senza fatica: la seduzione del denaro e della bella vita è un denominatore comune, così come il senso di onnipotenza, di invincibilità che serve a mascherare  la percezione del proprio fallimento;
  • al Gruppo della Trasgressione questa seduzione viene chiamata “il Virus delle gioie corte”, per distinguerla dalla gioia che nasce dalla realizzazione di progetti positivi, e che però quasi sempre costano tempo e fatica.

 A qualcuno non è mancata la guida giusta e una famiglia capaci di trasmettere buoni ideali, ma è mancata la capacità di scegliere di “fare la cosa giusta”. A questo proposito, uno dei nostri studenti ha posto una domanda: perché, pur sapendo cosa sarebbe giusto fare, scelgo di fare il contrario?  Perché non studio, faccio “casino” in classe, tratto male insegnanti e genitori e, anche se non arrivo a commettere reati, sono insofferente a tutte le regole?

Una cosa ci ha molto impressionato: la capacità dei detenuti di dialogare, di “togliersi le maschere” e dare voce ai pensieri e alle proprie emozioni profonde.

Ma forse la cosa che più ci ha colpito è che in tutte le persone è possibile scoprire risorse inespresse, nascoste, che a volte aspettano solo l’occasione di essere valorizzate e che la ricerca attiva della “occasione giusta” è la grande avventura nella quale guide e allievi giocano entrambi un ruolo fondamentale, un’avventura il cui successo dipende in ugual misura dal cuore e dalla volontà degli uni e degli altri.

 

Uso sicuro di internet

Venerdì 05 Aprile 2013 11:51
Entra nel vivo il progetto “Uso sicuro di Internet” rivolto alle classi seconde dell’Istituto. In queste settimane si svolgeranno gli incontri preparati da otto alunne peer educators della classe 4V debitamente formate per l’occasione e supportate dai docenti referenti. Il progetto, infatti, prevede una azione di peer education (in italiano educazione tra pari) che permetterà agli alunni delle classi seconde di confrontarsi con persone quasi coetanee vicine al loro modo di vedere il mondo e alle peer educators la possibilità di svolgere un’azione formativa da protagoniste. I primi incontri sono stati decisamente positivi grazie all’entusiasmo e alla competenza dimostrata dalle peer educators.
Proff. Andrea Inzaghi e Anna Schembri.
 

Le mafie al Nord

Scritto da Paola Castiglioni    Domenica 03 Marzo 2013 18:29

Il 28 febbraio in Aula magna, nell’ambito dei progetti promossi dal Dipartimento di Diritto per la cultura della legalità, si è svolto un incontro, destinato a quattro classi quarte dell’Istituto, sul tema  “Le mafie al Nord” a cui hanno partecipato il Dott. Nobili, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Milano, Elena Borghi, in rappresentanza di” Libera” e Valeria Arini, giornalista della “Provincia”.

Il Dott. Nobili ci ha accompagnato in un percorso di conoscenza delle mafie al Nord dalle prime avvisaglie del fenomeno negli anni ’70, al suo esplodere nei decenni successivi. Abbiamo conosciuto la soffocante presenza della mafia a Lecco, città in cui fortunatamente lo Stato ha poi avuto la meglio; le infiltrazioni nell’economia a Legnano come a Busto Arsizio e a Buccinasco;  abbiamo avuto modo di approfondire le modalità di organizzazione delle diverse mafie e i gravi danni che esse provocano all’economia e alla società sia al Nord che al Sud.

Ma il Dott. Nobili ci ha trasmesso molto di più di semplici informazioni: ci ha trasmesso una grande passione civica.

La sua convinzione, che noi insegnanti che proponiamo e seguiamo i progetti sulla legalità condividiamo appieno, è infatti che l’opera di contrasto alle mafie riguardi tutti, e che è illusorio pensare di ottenere risultati duraturi nel tempo se essa viene delegata esclusivamente alla Magistratura e alle Forze dell’ordine. Il contrasto alle mafie è infatti un problema innanzitutto culturale: esse infatti trovano terreno fertile laddove prospera una diffusa cultura dell’illegalità, laddove è considerato normale aggirare e trasgredire le regole per il proprio immediato vantaggio e l’unico obiettivo, da raggiungere con tutti i mezzi e ad ogni costo, è il successo individuale.

Per combattere invece efficacemente le mafie e rendere duraturi nel tempo i risultati conseguiti dagli apparati dello Stato, deve prevalere una cultura condivisa basata sui valori della solidarietà, della dignità, della giustizia, del rispetto di uomini ed ambiente, basata sul coraggio di portare avanti i propri valori e sul rifiuto dell’omertà. Solo così apprezzeremo quel “gusto della legalità”, come così efficacemente lo ha chiamato il Dott. Nobili, che ci rende davvero cittadini di uno Stato e non sudditi.

 

Corso di Italiano come L2 (certificazione PLIDA)

Scritto da Caterina Stefanazzi   

Inizierà lunedì 18 febbraio, alle ore 14:20 alle ore 16:20, presso la nostra sede di via Torino, un corso gratuito di Italiano come L2 rivolto agli studenti di cittadinanza non italiana e ai loro familiari e amici, purché maggiorenni. Il corso è finalizzato al conseguimento della certificazione PLIDA (utile ai fini del rilascio del permesso di lungo soggiorno). Attualmente gli iscritti sono 12, ma si accettano nuove adesioni, fino a un massimo di 20 partecipanti. Per iscriversi occorre compilare e consegnare in Vicepresidenza il modulo scaricabile in allegato, oppure presentarsi direttamente il giorno di inizio del corso.

A tutti gli iscritti si ricorda che occorre presentarsi al corso con una copia del permesso di soggiorno, della carta di identità e del codice fiscale.

Di seguito si comunica il calendario delle lezioni:

lunedì 18 febbraio dalle 14:20 alle 16:20

lunedì 25 febbraio dalle 14:20 alle 16:20

lunedì 4 marzo dalle 14:20 alle 16:20

lunedì 11 marzo dalle 14:20 alle 16:20

lunedì 18 marzo dalle 14:20 alle 16:20

 

 

 

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